Un sano movimento, in effetti, può regalarci un bell'aspetto, la pelle luminosa e i capelli lucidi, e farci "sentire" bene, migliorando il tono dell'umore con cui affrontiamo le nostre indaffarate giornate. E può fare anche qualcos'altro, secondo i ricercatori del Northern Manhattan Study e la rivista Neurology: ridurre il rischio di ictus.

Seguendo per 9 anni più di 3000 persone, dei quali solo il 20% svolgeva un esercizio fisico moderato/intenso, si è potuto registrare in questi ultimi una riduzione del rischio di ictus ischemico, un effetto che è apparso correlato con l'intensità dell'attività fisica svolta. In altre parole, più che con le calorie totali bruciate, l'effetto benefico sembra attivarsi in relazione all'impegno muscolare profuso nelle varie forme di esercizio. Un invito a darsi da fare un po' più energico rispetto a quello suggerito da risultati di altri studi che avevano dimostrato benefici sull'ictus anche in caso di attività fisica lieve, come il camminare.

Secondo i ricercatori ciò potrebbe essere un semplice effetto statistico, legato al numero di eventi osservati, per la più difficoltosa osservazione di effetti positivi relativi alle attività fisiche più lievi. L'effetto protettivo riguardava il sesso maschile, forse in relazione a trattamenti specifici della donna come la terapia ormonale sostitutiva, in grado di "pareggiare i conti" aumentando lievemente il rischio di eventi ischemici cerebrali.


Degni di nota sono altri due elementi: il fatto che un'alta percentuale delle persone studiate, circa il 40,5%, fosse totalmente inattiva, e che l'età media dell'intero gruppo arruolato, 69 anni, ha potuto consentire l'osservazione di soggetti anziani con altri fattori di rischio per malattie cerebrovascolari. Molto interessante è anche l'indipendenza dell'effetto specifico sull'ictus dagli altri fattori positivi registrati, come i miglioramenti a livello di ipertensione, diabete o alterazioni nei contenuto di grassi del sangue. In altre parole, la protezione verso l'ictus andava al di là degli altri effetti pure positivi, aggiungendo un elemento indipendente da eventuali patologie presenti.

Gli autori hanno quindi sottolineato come i benefici vadano oltre la riduzione di rischio di ictus che già di per sé, vista l'intrinseca "bruttezza" di questa malattia, sarebbe uno stimolo sufficiente per passare all'azione. Lungi dal sostenere che le persone debbano avere come obiettivo il sollevamento di 250 kg di fronte a una platea di parenti entusiasti, ci associamo al sotterraneo invito ad alzarci tutti dal divano e, con la dovuta moderazione che ci sentiamo sempre di raccomandare, ritrovare la nostra condizione di forti camminatori della savana, l'unica che il nostro metabolismo è in grado di riconoscere.
FT